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PALERMO (ITALPRESS) - "Quella approvata dall'Ars e' una finanziaria basata solo su una logica di tagli lineari, a discapito dei lavoratori". Lo dichiara il segretario generale Ugl
Autonomie Locali, Marco Marini, commentando le misure del governo Crocetta su contratti, pensioni e assetti organizzativi del personale.
"Viene introdotta - spiega il sindacalista - la mobilita' interdipartimentale e dipartimentale con limite di trasferimento pari a 50 km dall'ufficio dove si presta servizio, non tenendo
conto dell'accordo tra Aran Sicilia e organizzazioni sindacali recentemente firmato. Oltre alla conferma del blocco del rinnovo del contratto regionale 2006-2009, vengono introdotte inoltre delle penalita' per i congedi per malattie dello stato, misura del
tutto penalizzante per i dipendenti e dirigenti della regione perche' tolgono ogni forma di salario accessorio. Il capitolo pensioni e' ancora piu' grave: prima il personale regionale era soggetto a due tipi di contratti, uno con sistema contributivo, l'alto, per i dipendenti entrati prima del 1986, con il sistema misto: con le modifiche introdotte dalla nuova Legge finanziaria questi ultimi passeranno interamente al sistema contributivo, ed e' stata creata una finestra quinquennale, dal 1 gennaio 2016 al 31/12/2020, nella quale il dipendente potra' andare a domanda in pensione con la quota 97 ed un eta' minima di 61 anni e 11 mesi.

Per il 2016 i tagli ammonteranno al 10%, per il triennio 2017-2020 al 15%. La vera assurdita' pero' riguarda tutti i dipendenti visto che la Regione non ha mai dato seguito alle disposizioni dell'art. 39 della legge regionale 10/2000 che prevedeva che il personale in quiescenza fosse amministrato dall'Inpdap, oggi confluito Inps, e senza farsi restituire dall'Ente i contributi che i dipendenti hanno versato nella loro carriera lavorativa.

Evitare misure di questo tipo era possibile andando a colpire i veri sprechi o i
tanti privilegi".
(ITALPRESS).

 

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