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Il Segretario Provinciale dell’U.G.L. – Autonomie Ibleo, Aldo Caruso e Daniele Gentile, suo vicario e Componente della Comitato Nazionale della stessa Organizzazione Sindacale scrivono all’Ing. Salvatore Troìa, Dirigente del Settore Risorse Umane del Municipio di Vittoria per chiedere se, come richiesto dagli stessi rappresentanti sindacali il 22 novembre del 2011 con nota 47073, si è proceduto all’aggiornamento, sui fascicoli personali dei dipendenti interessati,  dei profili professionali effettivamente ricoperti dal personale di Polizia Municipale:

“... con riferimento alla nota in oggetto, la cui  copia si allega alla presente, gli scriventi, nella loro qualità di Rappresentanti Sindacali desiderano evidenziare come, a quasi tre mesi dalla sua trasmissione, la stessa non sia stata in alcun modo riscontrata. Tuttavia il fatto che il personale interessato in questo frangente temporale, non abbia ricevuto alcuna informazione afferente l’aggiornamento del proprio status lascia supporre (sino a prova contraria) che l’istanza in questione pur non comportando particolari oneri per il Settore da Lei diretto ed assolutamente alcun costo per l’Ente non sia stata, a tutt’oggi, esitata positivamente. Se l’ipotesi sopra espressa fosse fondata, oltre alla gravità del fatto in se che comporterebbe una inadempienza nell’applicazione di una chiara norma regionale, andrebbe ascritto al Suo Ufficio anche l’ennesima manifestazione di un atteggiamento antisindacale concretizzato proprio nella mancata informazione a queste Rappresentanze di Lavoratori...”.

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Il governo Monti con Decreto Legge n° 201/2011 con l’art. 6 ha abolito la possibilità di essere risarciti pur avendo riportato un danno fisico derivato dall’attività lavorativa svolta (la cosiddetta “causa di servizio”).

La richiesta d’equo indennizzo era proponibile in caso di morte o menomazione dell’integrità fisica o psichica o sensoriale dovute ad una causa riconducibile in modo inequivocabile al lavoro svolto.

Questo significa che se durante il servizio accade qualcosa che ha conseguenze sulla mia salute, io o i miei EREDI non potremo più chiederne il riconoscimento ed essere risarciti.

Il Decreto ha eliminato l’intero sistema previgente dell’equo indennizzo,della pensione privilegiata (conseguente al danno fisico e inabilità al lavoro), del rimborso delle spese di degenza per causa di servizio e, addirittura, lo stesso accertamento della dipendenza dell’infermità da causa di servizio.

Attenzione! il famigerato articolo comporta l’esclusione per tutti, anche per gli appartenenti alla Polizia Locale, ad eccezione di alcune categorie ben identificate che svolgono “attività a rischio” nell’interesse pubblico (es.: Polizia di Stato, vigili del Fuoco, Protezione Civile e altri “addetti al soccorso pubblico”),

Questi si sono visti mantenere la possibilità di accedere all’equo indennizzo, e non viene specificato se la possibilità del risarcimento sia legata al tipo di servizio svolto o solo all’appartenenza alla categoria.

E noi operatori di Polizia Locale?

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I RAPPRESENTANTI SINDACALI DELL’UNIONE GENERALE DEL LAVORO, COMPARTO AUTONOMIE ALDO CARUSO, SEGRETARIO PROVINCIALE DELL’U.G.L. AUTONOMIE IBLEO ED IL SUO VICARIO, DANIELE GENTILE RESP.LE PROVINCIALE DEL GRUPPO UGL POLIZIA MUNICIPALE E MEMBRO DEL COMITATO NAZIONALE DELLO STESSO SINDACATO, SCRIVONO AL PRESIDENTE DELLA DELEGAZIONE TRATTANTE DEL COMUNE DI VITTORIA, AI VERTICI POLITICI E BUROCRATICI DI PALAZZO IACONO ED A TUTTE LE R.S.U CHIEDENDO LA CONVOCAZIONE URGENTE DI UNA DELEGAZIONE TRATTANTE OVE DISCUTERE DELLA RIDUZIONE DELLE ORE DI LAVORO PER IL PERSONALE DELLA POLIZIA MUNICIPALE  (DA 36 A 35 ORE) COSI’ COME PREVISTO DAL VIGENTE ART. 22 COMMA 1 DEL CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DEL LAVORO PER GLI ENTI LOCALI TRIENNIO 1998/2001.

Sono passati tredici anni da quando il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per quelli che all’epoca si chiamavano Enti Locali all’art. 22 comma 1 inseri’ la possibilità che: “Al personale adibito a regimi di orario articolato in più turni o secondo una programmazione plurisettimanale finalizzati al miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia delle attività istituzionali ed in particolare all’ampliamento dei servizi all’utenza, è applicata, a decorrere dalla data di entrata in vigore del contratto collettivo decentrato integrativo, una riduzione di orario fino a raggiungere le 35 ore medie settimanali ...”.

 

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ANCORA UNA VOLTA LA POLIZIA LOCALE ITALIANA VIENE TOCCATA DA UN PESANTE ED EFFERATO TRIBUTO DI SANGUE.

L’U.G.L. Autonomie – Coordinamento Nazionale Polizie Locali del F.V.G., si unisce al profondo dolore per l'efferato gesto in cui è stato vittima il collega della Polizia Locale di Milano, esprimendo sincere condoglianze alla famiglia per la tragica scomparsa.
Ancora una volta un appartenente alla Polizia Locale viene preso di mira da un delinquente che lo travolge intenzionalmente con un veicolo e lo uccide.
Quello che è accaduto a Milano è l’ennesima dimostrazione che quando i delinquenti vedono una divisa, non fanno distinzione di colore o di istituzione di appartenenza, ne fanno un obiettivo, aggrediscono e uccidono.
È successo a Milano, può succedere ovunque in Lombardia come a Trieste (c’è già stato analogo episodio per fortuna non con epilogo così tragico solo per fortuita casualità…). Episodi luttuosi come questo indicano nell’ordinario il problema della tutela degli operatori e impongono una seria riflessione, tutti insieme, su come mantenere e difendere in primis la sicurezza degli agenti di Polizia Locale e quindi in ultima analisi la sicurezza e la qualità della vita delle nostre città.
Il tutto non è avvenuto in chissà quale situazione operativa il collega stava svolgendo un controllo come “agente di quartiere” e non poteva immaginare che quel giorno sarebbe andato incontro ad una morte talmente orrenda e violenta che solo dei criminali per i quali la vita non vale nulla – soprattutto quella altrui – potevano dare.
Si fermino a riflettere tutti, ma soprattutto in nostri amministratori, facciamo in modo che il sacrificio di Niccolò Savarino non sia stato inutile e soprattutto non venga dimenticato.

L'Ugl autonomie e il Coordinamento per la Polizia Locale esprimono il più profondo cordoglio per la tragica scomparsa del vigile urbano Nicolò Savarino e si stringono ai cari ed ai colleghi della Polizia Locale di Milano con profonda solidarietà.

 

Il cardine intorno al quale si sono sviluppate le diverse politiche della sicurezza a livello centrale e locale è costituito indubbiamente da un'accresciuta richiesta di presidio del territorio da parte dei cittadini, ovvero di coloro che, soprattutto nell'ultimo decennio, hanno maturato una diversa percezione del rischio e hanno visto accentuarsi il senso di incertezza.

Con questa consapevolezza avevamo affrontato lo scorso anno un’analisi del panorama “Polizia Locale”, lasciandoci con la promessa di un’attenzione particolare da parte della Federazione per la categoria.

In questi ultimi anni la questione della sicurezza si è imposta all’attenzione generale diventando uno dei temi principali di riflessione sulla stampa, di discussione nelle sedi istituzionali statali e locali, argomento e oggetto di analisi da parte di organismi della governance locale nella pianificazione strategica del territorio.

In tal senso si sono moltiplicati esperimenti fino a diventare strumenti consolidati, nei quali le autorità locali decidono strategie d’intervento per dare risposta all'appello di un maggiore controllo in termini di prevenzione e di intervento su episodi di criminalità ma anche di degrado sociale, ripercuotendosi inevitabilmente sulla rivendicazione di una migliore qualità della vita.

Ma le politiche locali di controllo del territorio attraverso organismi politico – amministrativi plurilivelli  (es. Comitati per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica) difficilmente si realizzano in una pianificazione ordinaria, e rispondono squisitamente alla gestione di emergenze più o meno prevedibili.

Sicuramente ne avevamo già identificato quale concausa la disomogeneità dei soggetti che si trovano a dover operare ed attuare tali pianificazioni.

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