DIRITTI DEI DIPENDENTI P.A.

di Gianna Dimartino

Anche il lavoratore pubblico in smart working avrà diritto ad un periodo di riposo consecutivo giornaliero non inferiore a 11 ore per il recupero delle energie psicofisiche così come prevede il contratto per il lavoro in presenza.

Il lavoratore può richiedere, ove ne ricorrano i relativi presupposti, la fruizione dei permessi orari previsti dai contratti collettivi o dalle norme di legge quali i permessi per particolari motivi personali o familiari, i permessi sindacali e quelli della legge 104. Nelle giornate in cui si fa smart working non è possibile effettuare lavoro straordinario, trasferte, lavoro disagiato, lavoro svolto in condizioni di rischio.

In caso di problematiche di natura tecnica e/o informatica,qualora lo svolgimento dell’attività lavorativa a distanza sia impedito o sensibilmente rallentato, il dipendente è tenuto a darne tempestiva informazione al proprio dirigente. Se queste problematiche dovessero rendere temporaneamente impossibile o non sicura la prestazione lavorativa l’amministrazione può richiamare il dipendente a lavorare in presenza. Per sopravvenute esigenze di servizio il dipendente in lavoro agile può essere richiamato in sede almeno il giorno prima. Il rientro in servizio non comporta il diritto al recupero delle giornate di lavoro agile non fruite

 

Tante ancora sono criticità: si attendono aggiustamenti alle linee guida e nuovi contratti dove venga regolamentato lo smart working.

Si rimane in attesa della adozione dei POLA da parte delle amministrazioni.

Per quanto riguarda le 11 ore di riposo previste come distacco dallo s.w., sono ritenute troppo poche, utili solo per mangiare e dormire.

Inoltre è impossibile e impensabile che tutti i dipendenti P.A. abbiano rete e dispositivi di proprietà solo dell’amministrazione(vedi scuola), significherebbe veramente “impedire” con forza l’adozione di s.w. quando ancora in Italia siamo in regime di allerta sanitaria, almeno fino al 31.12.2021.